Cultura del Tango

Melella                       Coppola

El cumple del Rey del compas Juan D'Arienzo

Oggi 14 dicembre 2019 ricordiamo la nascita del maestro JUAN D'ARIENZO ben 119 anni fa. Riuscì a risollevare le milonghe e superare un periodo di crisi, anche dovuto all'improvvisa morte di Gardel. Il famoso Rey del Compas tornò ai 2/4 delle origini (grazie ad una intuizione del pianista Rodolfo Biagi) soddisfacendo soprattutto i ballerini più giovani! Disse: "La base della mia orchestra è il piano.

Lo credo irrimpiazzabile. Quando il mio pianista, Polito, si ammala, io lo rimpiazzo con Jorge Dragone. Se capita qualcosa anche a lui non ho soluzione. Quindi il quarto violino diventa un elemento vitale. Deve suonare come una viola o un violoncello. Io formo il mio gruppo con il piano, il contrabbasso, cinque violini, cinque bandoneones e tre cantanti. Mai meno elementi. Mi è capitato in alcune registrazioni di impiegare fino a dieci violini."
Non a caso nelle sue orchestre ha avuto come pianisti grandi musicisti come Angel D'Agostino e Rodolfo Biagi.





El cumple de Manos Brujas Rodolfo Biagi

Riuscire a plasmare uno stile e una personalità inconfondibile significa in un certo senso una grande conquista. È il caso di Rodolfo Biagi, nato nel quartiere Buenos Aires di San Telmo.

Quando finì il liceo, abbandonò gli studi per dedicarsi alla musica, contro il parere dei genitori, voleva studiare violino e così i suoi genitori gli suggerirono un accordo: avrebbero comprato lo strumento ma lui dovette entrare nella Escuela Normal de Profesores Mariano Acosta. Rodolfo si iscrisse al conservatorio del giornale La Prensa, dove scoprì che la sua vera vocazione era quella di suonare il pianoforte.

A tredici anni, senza il consenso dei genitori, esordisce come pianista per suonare il sottofondo musicale di film muti in un cinema locale. In una sola di quelle serate, Rodolfo ebbe la possibilità che il maestro Juan Maglio (Pacho) fosse stato al cinema, che rimase stupito dall'ascolto del pianista precoce e lo invitò a suonare con lui. Aveva solo quindici anni. Più tardi entrò a far parte dell'orchestra del bandoneonista Miguel Orlando al cabaret Maipú Pigall. Una sera del 1930, José Razzano andò a trovarlo e gli suggerì di accompagnare Carlos Gardel in alcune registrazioni. Fu così che il 1° aprile 1930 registrò per l'etichetta Odeon i tanghi "Viejo smoking", "Buenos Aires" e "Aquellas farras", il foxtrot "Yo seré para ti, tu serás para mí" e il valzer "Aromas de El Cairo" con il violinista Antonio Rodio e i chitarristi Aguilar, Barbieri e Riverol. Gardel lo invitò a una tournée in Spagna ma Biagi non accettò; entrò poi nell'orchestra di Juan Bautista Guido, poi fu membro dell'orchestra di Juan Canaro, lì incontrò Juan Carlos Thorry con il quale compose il tango "Indiferencia".

Come pianista di Juan Canaro ha viaggiato in Brasile. Al suo ritorno ha lasciato l'orchestra di Juan Canaro ed è rimasto inattivo per un certo periodo. Era un cliente abituale del cabaret Chantecler, dove suonava l'amico Juan D'Arienzo; il pianista dell'orchestra era Lidio Fasoli, noto per la sua mancanza di puntualità. Una sera D'Arienzo decise di sostituirlo e propose a Biagi di entrare nella sua orchestra.

Nel 1935 D'Arienzo, attraverso il giovane ed esperto pianista dal suono nervoso e ritmico, definì per sempre il suo stile inconfondibile. In quei quasi tre anni in cui rimase con D'Arienzo, stabilì un modo di suonare che più tardi sarebbe stato seguito da Juan Polito e Fulvio Salamanca, i pianisti che lo seguirono. L'orchestra D'Arienzo è apparsa al cabaret Chantecler, su LR1 Radio El Mundo, a balli fatti nei club, in tournée di successo e ha suonato al film Melodías porteñas di Enrique Santos Discépolo. Ha registrato con l'orchestra 71 numeri.

Nel 1938, Biagi si separa da D'Arienzo per formare la sua formazione, debuttando il 16 settembre 1938 al cabaret Marabú.

L'orchestra di Biagi o quella di D'Arienzo stabiliscono le tradizionali posizioni interpretative del tango, attirando l'interesse del pubblico appassionato di danza, con repertori basati soprattutto sulla ripresa di vecchi brani adattati ai loro modi di espressione musicale.

Il suo spettacolo su Radio Belgrano gli ha fatto guadagnare il soprannome di Manos Brujas (Mani incantate), che era il titolo di un foxtrot di José María Aguilar che suonava all'inizio di ogni spettacolo con la sua orchestra.

Il suo primo cantante è stato Teófilo Ibáñez, interprete di successo dei tanghi "Gólgota", "La Novena" e della milonga "Campo afuera". Più tardi arrivò Andrés Falgás che fu un boom con "Queja indiana", "Griseta", "La chacarera" e "Cicatrices". Successivamente si unì a loro il cantante Jorge Ortiz, probabilmente il più affermato dell'orchestra, poi si unì a Miguel Caló, ma ben presto tornò a Biagi con il quale si sentiva più a suo agio. I suoi più grandi successi sono stati "Yuyo verde", "Indiferencia", "Pájaro ciego", "Misa de una volta" e "Soledad la de Barracas". Anche questi cantanti si sono uniti alla sua orchestra in periodi diversi: Alberto Lago, Alberto Amor e Carlos Acuña. Quest'ultimo è stato presentato con i tanghi "A la luz del candil", "Lonjazos" e con una delle migliori interpretazioni del tango "Uno".

Nel 1942 apparve in Cile con un successo senza precedenti. Nella sua orchestra cantavano anche Carlos Saavedra, Carlos Heredia, Carlos Almagro e Hugo Duval, quest'ultimo rimase nella sua orchestra fino al suo scioglimento e lui, insieme a Jorge Ortiz, era una delle due voci più identificate con Biagi. Nei primi anni Cinquanta la sua orchestra fu la prima ad apparire nella giovane televisione argentina dell'epoca. A quel tempo era uno dei grandi nomi del famoso programma Glostora tango club di Radio El Mundo.

Durante la sua carriera, Biagi è stato sostenuto da musicisti notevoli. Tra i suonatori di bandoneon questi nomi erano: Alfredo Attadía, Miguel Bonano e Ricardo Pedevilla. Come violinisti questi musicisti si sono distinti: Marcos Larrosa, Claudio González e Oscar de la Fuente, che fu anche il suo arrangiatore.

Anche se era un pianista, aveva anche un musicista per quello strumento. Era Juan Carlos Giampé, che la domenica lo sostituiva alla radio per poter andare alle corse dei cavalli.

Durante 17 anni ha registrato per l'etichetta Odeon, poi è passato alla Columbia e infine alla Music Hall.

Il suo lavoro di compositore, anche se non era molto ampio, era molto popolare. Ha composto il tango strumentale "Cruz diablo"; con testi di Carlos Bahr: i valzer "Amor y vals", "Como en un cuento" e il tango "Humillación"; con Francisco Gorrindo, i tanghi "Gólgota", "Magdala" e "Por tener un corazón"; insieme a Homero Manzi, le milonghe "Campo afuera" e "Por la güella"; in collaborazione con Rodolfo Sciammarella, il tango "Dejá el mundo como está"; con Carlos Marín "Oh, mama mía" (tango); con Juan Carlos Thorry, il tango "Indiferencia".

L'ultima volta che Biagi si è esibito davanti al suo pubblico è stato il 2 agosto 1969 all'Hurlingham Club. Quarantuno giorni dopo, il 24 settembre, morì inaspettatamente a causa di un forte calo della pressione sanguigna. Ricordiamolo con più sorrisi che lacrime, ricordando il suo grande successo "Lágrimas y sonrisas" (Lacrime e sorrisi), un bellissimo valzer di Pascual De Gullo.

All Together Tango per la Croce Rossa Italiana

Domenica 5 aprile 2020
7 splendidi TDJ ITALIANI in live su Facebook, da Nord a Sud, ci hanno regalato un pomeriggio NO-STOP di tango, cortine e proposte musicali SPECIALI e hanno raccontato le loro scelte, arricchito le live di aneddoti, informazioni storiche, artistiche e musicali, come fa una vera e proprio radio, senza dimenticare la gioiosità dell'intrattenimento!
All Together Tango è stato un momento di condivisione, di avvicinamento tra le persone, non solo da tutta Italia, ma anche dall'America, Giappone, Francia, Argentina ... il Tango, si sa, parla una lingua UNIVERSALE.

Oltre alla bella musica del nostro amato Tango, i nostri amici TJ hanno lanciato la campagna di donazioni alla Croce Rossa Italiana. L'obiettivo è sostenere la Croce Rossa in questo momento difficile che sta vivendo l'Italia, facciamo sentire il nostro supporto! Confidiamo nel grande cuore dei tangheri italiani ♥ Le donazioni hanno raggiunto la quota di 639 euro, grazie a tutti coloro che hanno contribuito.

Coincidenza o Destino? 

19 aprile 1917 nel caffè La Giralda di Montevideo esordiva La Cumparsita, il "Tango dei Tanghi" (così venne definito) e la nostra maestra Roberta nel 2012 esordivo alla consolle come musicalizadora #tjlaTurandot.


Doppi festeggiamenti insomma...Ma vediamo un pò insieme la storia de La Cumparsita.
L'autore, Gerardo Matos Rodriguez, era un giovane studente uruguaiano di architettura privo di conoscenze musicali che pare durante degli attacchi febbrili sognò le prime note del brano, il famoso re-do-la-fa#. Lo presentò al gruppo studentesco per la festa di Carnevale, la cosiddetta Comparsa, da cui il nome.

Il pezzo però aveva bisogno di essere sistemato, diciamo così, e ci pensò Roberto Firpo che fu proprio lui ad eseguirlo per la prima volta. Piazzolla lo definì un tango dal punto di vista musicale "spaventosamente povero", tuttavia divenne un successo mondiale tanto da essere il secondo brano con maggior numero di versioni e interpretazioni di tutti i tempi (il primo è Yesterday dei Beatles).

Il contenzioso avvenuto alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, quando il team argentino sfilò sulle note della Cumparsita, causò un incidente diplomatico con il governo dell'Uruguay. Quest'ultimo contestò l'uso del brano da poco proclamato «inno popolare e culturale» del paese. Un ulteriore prova che sarebbe più opportuno parlare di Tango in veste internazionale e non connotarlo semplicisticamente come "argentino"; ma questa è un'altra questione 

Nel 1912 nasceva ALFREDO GOBBI, violinista, compositore e direttore nato a Parigi, poiché i suoi genitori, detti “i Gobbi”, lavoravano lì come uno dei duetti vocali più in voga all’epoca. Iniziò a studiare il violino a 6 anni e divenne poi “il violino romantico del Tango”. Le sue registrazioni più interessanti caratterizzano il periodo che va dalla fine degli anni ’40 del XX secolo, protraendosi per una decina di anni.

Questo album è ben rappresentativo della sua impronta musicale (brani come La Viruta, Jueves, Orlando Goni, ecc) https://open.spotify.com/album/3t8t1zQ6iheVCbDuh4EIxT?si=wMQ8yfqCTCmRUdKZl-q7pA


Nell’album “Sonico” (1968) dell’ultra avanguardista Eduardo Rovira (autore del celebre “A Evaristo Carriego”) troviamo un brano dedicato proprio ad Alfredo Gobbi dal titolo “a Don Alfredo Gobbi” https://youtu.be/HWp-7e8dQlk qui Rovira si avvale ad un certo punto del ritmo di Malambo (danza folkloristica https://youtu.be/rthfOAKqCVc) , spesso presente nello stile di Gobbi. Vi consiglio l’ascolto di questo pezzo dall’atmosfera triste e inquietante, reso da soli 3 strumenti: bandoneon, contrabbasso e chitarra elettrica.


In passato Eduardo Rovira, precisamente nel 1956, suonò come bandoneonista nell’orchestra di Gobbi da cui fu certamente influenzato e già a quel tempo per dimostrargli la sua ammirazione compose insieme a lui il tango “El Engobiao” https://youtu.be/_8gGmj98KM8

Alfredo Gobbi e l'influenza sull'avanguardista Eduardo Rovira